In aumento le denunce ai medici ginecologi e ostetrici per non aver diagnosticato malformazioni fetali in fase di esami prenatali.
Questo è dovuto alla cattiva informazione dei futuri genitori i quali si aspettano troppo dalle ecografie.
Il presidente della Sidip (Società italiana di diagnosi prenatale e medicina materno fetale) Claudio Giorlandino infatti dichiara che “Grazie all’ecografia abbiamo gli occhi puntati sul feto, ma non possiamo vedere tutto. I futuri genitori sono male informati, si aspettano troppo da una ecografia. Ecco perché aumentano le denunce per mancata diagnosi prenatale. Denunce che poi nel 90% dei casi non portano a alcuna condanna. Bisogna fare chiarezza.”
Innanzitutto bisogna informare i genitori che durante le ecografie non sono visibili attraverso l’ecografo il 20% le anomalie sul feto come macchie sulla pelle, alcune malformazioni cardiache, anomalie intestinali.
E’ importante inoltre stabilire un limite ai risarcimenti, introdurre un sistema assicurativo obbligatorio per il medico e per la mamma e valutare un sistema di videoregistrazione dell’esame per provare che la non rilevazione di anomalie al feto non è dovuto ad errori del medico ginecolo bensì a limiti della strumentazione e scienza stessa.

Finalmente per la prima volta in Italia è stato realizzato uno studio sulle sentenze sugli errori medici, grazie ad un lavoro di team tra l’Osservatorio di responsabilità medica (Orme), l’Istituto superiore di sanità, l’Ordine dei medici di Roma, i magistrati del Tribunale di Roma e i docenti dell’Università di Tor Vergata.
Percentuale di Risarcimento
I dati emersi da questo studio inerenti la responsabilità professionale medica permettono di correggere alcune situazioni e restituire serenità al medico e anche al paziente.
Dall’analisi risulta che il 60% del totale delle domande di risarcimento sono state accolte o parzialmente accolte. Era difficile capire, precedentemente questo studio, quanti casi arrivavano al Tribunale e come si concludeva la vicenda.
Read the rest of this entry »
Tags: responsabilità medici
Per quanto riguarda la responsabilità civile medica di seguito presentiamo un caso riguardante il risarcimento del danno causato ai parenti per la morte di un paziente affetto da una patologia.
Il 27 novembre 2009 il Tribunale di Roma ha stabilito che è risarcibile il danno causato ad un paziente morto a causa della mancata o ritardata diagnosi della patologia, laddove fosse probabile che con una diagnosi tempestiva, il paziente avrebbe potuto vivere per più di un anno.
Il danno subito dai familiari consiste nella perdita di un anno di vita che avrebbero potuto trascorrere con il paziente e può essere quantificato prendendo come parametro il “valore oggettivo della vita” la somma di Euro 1.900.000 (stabilito dall’art.1 della legge 497/1999) diviso il numero di anni della vittima al momento della morte. Ovviamente possono poi essere applicati dei correttivi che concorrono ad aumentare o a ridurre il “valore” del singolo anno.
ll risarcimento viene liquidato nella stessa misura per ciascuno parente avente diritto.
